“Cane” è un volto che ti guarda senza chiedere permesso: diretto, ironico, quasi infantile, ma costruito con una materia che è tutt’altro che leggera.
La superficie granulosa trasforma il colore in rilievo, come se l’immagine fosse stata scolpita più che dipinta. Il giallo acceso fa da campo emotivo, mentre i volumi rossi, arancio e verdi si incastrano come piani architettonici, tenuti insieme da un equilibrio semplice e preciso.
Gli occhi sono due punti di gravità: ti agganciano e ti costringono a restare.
È una presenza domestica e pop, che però parla di stratificazione, di texture, di tempo. Un’icona gentile, con carattere.